Storia della banca del tempo

storia della banca del tempo

Storia della banca del tempo, quando e dove nasce, la diffusione a livello nazionale ed internazionale

La storia della banca del tempo inizia a Parma ai primi degli anni 90. Sarà la sperimentazione, effettuata da un gruppo di donne di Santarcangelo di Romagna, a far conoscere a livello nazionale e internazionale il progetto.

Nel 1995, attraverso incontri divulgativi, l’idea di scambio di tempo piace a numerosi gruppi che, nel breve tempo, danno vita a banche del tempo. Alla fine del ’95 sono 5 le esperienze attive, nel ’96 una settantina, oggi si contano 220 realtà in corso di progettazione e sperimentazione.

Dai primi mesi del 1998, le BDT iniziano a diffondersi anche nelle scuole medie e superiori. Il merito va ad alcune insegnanti che hanno compreso come queste associazioni possono essere veicolo per l’educazione alla reciproca solidarietà e al valore della comunità.

Grazie ad esse, i ragazzi scambiano soprattutto saperi esterni alla scuola e quasi sempre sono i meno bravi negli studi ad insegnare qualcosa ai migliori.

Ecco alcuni esempi:

  • nuotare
  • suonare la chitarra o il pianoforte
  • farsi una cultura sulla musica rock

L’esperienza italiana è spesso paragonata a quella ben più conosciuta dei LETS (Local Exchange Trading) inglesi. Una sorta di mercato alternativo nel quale si possono ottenere beni e servizi pur non avendo denaro.

All’interno del sistema locale di scambi, si regolano le transazioni mediante addebito ed accredito di moneta creata per il sistema. Talvolta, il valore delle prestazioni e dei beni cambiati è strettamente correlato a quello di mercato.

In altri casi il suddetto valore si presenta leggermente inferiore mentre in altre ancora, si ha parità di valore nelle prestazioni. Queste, sono valutate ad un’unica tariffa standard per ore, indipendentemente dalla prestazione.

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